Questo post all’inizio non volevo scriverlo. L’idea era di inserire Muscat (Mascate in italiano) nella lista di cose belle da vedere in Oman, insieme agli altri luoghi. Poi però ho cominciato a scrivere e mi sono resa conto che era tanto, che sarebbe stata una sproporzione di contenuti. D’altronde di cose da dire su Muscat, la capitale, ce ne sono. Eccome. Lasciate allora che dedichi un intero articolo a questa città così speciale: a voi undici bellissime cose da fare a Muscat.
Vederla con calma
Quasi tutti i viaggi in Oman iniziano da Muscat: qui si arriva con l’aereo ed è una sorta di tappa obbligata. Molti turisti, però, fanno l’errore di trascorrerci solo un giorno, pensando che visitare la moschea e il souq sia sufficiente.
E invece no: Muscat è una città grandissima, non immediata, senza un vero centro, ma divisa a quartieri che si possono visitare solo in macchina. Il tempo è prezioso, e in questa città ancora di più. Noi ci siamo stati tre notti all’inizio per dei giorni più esplorativi e due alla fine per concludere il viaggio in relax in un bel resort e secondo me è un buona soluzione.
Visitare la Grande Moschea del Sultano Qaboos
È l’attrazione principale della capitale e per una ragione: è magica. Nel visitarla vi sentirete pervasi da una sensazione di pace, dal silenzio, da una spiritualità che, alla sottoscritta, ha suscitato qualcosa. Ho potuto anche conoscere meglio l’Islam: al centro informativo della moschea mi sono stati infatti raccontati i valori e i pilastri su cui si basa questa religione. Un’esperienza toccante.
Non mi soffermo sui dettagli che troverete in ogni guida – l’architettura, il lampadario, il tappeto – ma vi lascio una nota sull’abbigliamento dato che perfino la sottoscritta – dopo settimane e settimane di letture sull’Oman – è riuscita clamorosamente a sbagliare. Spalle, caviglie e – per le donne – capo e polsi devono essere coperti. C’è la polizia all’entrata: se non rispettate queste condizioni non potete entrare (o dovete spendere almeno 15€ per comprare dei vestiti adatti all’ingresso, vedete i pantaloni lilla delle foto qui sotto). Quindi datemi retta e poi mi ringrazierete.











Visitare il quartiere di Mutrah
È il più pettoresco della città, con il suo lungomare ricco di gabbiani e la moschea azzurra che si appoggia otticamente sulle montagne alle spalle. Qui si trova anche il famoso souq, un mercato labirintico in cui comprare spezie, profumi, franchincenso e tante – troppe – cianfrusaglie.





Scorrete le frecce verso sinistra per vedere la totale trasformazione di Johannes in un uomo omanita


Fare un tour in barca
Noi ci siamo affidati a Al Farsi Tourism per vedere i delfini e seppur la giornata sia stata memorabile – ne abbiamo visti a decine, cuccioli inclusi – non so se è un’esperienza che mi sento di consigliare. Eravamo noi e tante altre barche, alla rincorsa di questi splendidi animali.
Una gita in barca per la costa di Muscat rimane però un’esperienza bellissima: abbiamo potuto nuotare con le tartarughe marine (sempre emozionante) e vedere dei bellissimi paesaggi formati dalle rocce. Inoltre l’escursione è partita da Qantab Beach, una pittoresca spiaggia di pescatori che merita una visita per qualche ora di relax.



Passeggiare per la spiaggia di Qurum al tramonto
Consigliatissimo per fare un po’ di people watching e vedere come vivono le persone del posto. Al tramonto di un venerdì è speciale.

Provare tante cucine diverse
Ce ne siamo accorti subito: Muscat non è esattamente una città per foodie. I ristoranti omaniti sono pochi e la ristorazione in generale – lo vedrete – non è assolutamente al livello degli standard europei a cui siamo abituati.
Quello che ci ha colpiti, però, è la varietà di cucine presenti nella capitale, soprattutto asiatiche e del medio oriente.
In pole position la cucina indiana: pensate che circa il 20% della popolazione omanita viene da lì e questo non può che riflettersi anche nella ristorazione. E poi ancora ristoranti turchi, persiani, pakistani, bangalesi: avrete l’imbarazzo della scelta. Segnatevi Turkish House, Ubhar Restaurant e Topi Vappa Biriyani: a noi sono piaciuti!
Se invece – un classico in vacanza – doveste a un certo punto aver voglia di italiano andate da Tuscany: non a buon mercato, ma qualità eccezionale.


Prendersi un hotel con piscina rooftop
Oltre a offrire refrigerio e relax, la terrazza rooftop con piscina del nostro hotel Golden Tulip ci ha permesso di ammirare la città dall’alto, anche al tramonto. Un momento che porto con me.



Andare in un mall
Parte dell’esperienza di viaggio nei Paesi del Golfo: non si può non visitare uno dei loro, enormi, centri commerciali.
Per gli omaniti è una routine quotidiana: si rifugiano qui per sfuggire al caldo, dove l’aria condizionata regna sovrana e gli orari di apertura sono molto flessibili (giovedì e venerdì addirittura fino a mezzanotte). A Muscat ce ne sono diversi, noi siamo stati al Mall of Oman.
Andare in un mall è anche una buona idea per fare dello shopping locale e osservare cosa acquistano gli omaniti. Ancora rimpiango di non aver comprato io qualche profumo da Amouage.
Non prendere sempre la macchina
Guidando sempre di zona in zona, ci mancava quella bella sensazione di esplorare la città a piedi, un po’ random. Così una sera siamo usciti dal nostro hotel e per una volta non abbiamo preso la macchina.
Camminando tra le vie di Bawshaw, quartiere vivace e colorato, abbiamo scoperto pacchianissimi negozi che vendono pesciolini in barattolo, acquistato zafferano iraniano da Sasan Nuts & Chocolate e sbirciato nei mini market per vedere cosa offrono, dal latte di cammello alla frutta dello Yemen. Abbiamo anche cenato a base di ottimo street food del nord dell’India. Una serata indimenticabile!

Dormire in un resort di lusso
Ogni tanto bisogna pur farsi un regalo. E in quanto a hotel di lusso, Muscat non vi deluderà.
Noi abbiamo dormito al Grand Hyatt e siamo stati un gran bene.
Tra infinity pool con vista sulla spiaggia di Qurum, vasche jacuzzi, sdraio comodissime, camere da mille e una notte e una colazione che vi farà rimpiangere il volo di rientro è stato proprio la ciliegina sulla torta di un viaggio indimenticabile.


Godersi il suo fascino misterioso
È secondo me la parte più interessante di Muscat. Il fatto che non sia una città-cartolina e non abbia forse un carattere distintivo, piuttosto una sorta di magia nascosta, che va cercata, osservata. Io l’ho trovata indimenticabile all’ora della preghiera, quando il canto del Muezzin si espande dai minareti, oltre ad avere assorbito il fascino delle sue tante culture. Un contro può essere la quasi totale assenza di nightlife: è tutto molto tranquillo, pacato. Per alcuni – mio marito ad esempio – la città può addirittura risultare noiosa.
Io ho sentimenti contrastanti verso Muscat. Non mi ha fatta innamorare, ma non posso certo dire di averla detestata. Anzi, ci sono delle cose che non siamo riusciti a fare e di cui mi dispiace: dal non aver provato la shuwa, il piatto nazionale, al non aver visto il souq dell’oro, al non essere salita sulla fortezza di Mutrah al tramonto.
Ma come ben si dice bisogna sempre lasciarsi qualcosa per una prossima volta.
Volete vedere di più su questo viaggio? Vi lascio il link alle mie Storie con tutti i video fatti a Muscat e in Oman. Buona visione!
Ultimo consiglio! Volete partire alla volta di Muscat e dell’Oman in tutta tranquillità e stipulare un‘assicurazione di viaggio che copra spese mediche, furti e danni al bagaglio e un eventuale annullamento del viaggio? Io vi consiglio Heymondo!
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È sempre una grande emozione ed un grande piacere quando pubblichi qualcosa. Non è necessario avere interesse per la località che descrivi: il bello è il tuo stile, la tua passione, la tua onestà. Grazie e complimenti (come sempre!)
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Questo è davvero il complimento che fa più piacere leggere. Che dire, solo una spinta a pubblicare di più. Grazie ♥️
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